Frumento


Questo cereale oltre ad essere una fonte basilare per l’alimentazione e quindi per il sostentamento
dell’uomo ha un’importante valenza simbolica (e non solo) in campo esoterico / occultistico.
Questa pianta simboleggia il ciclo delle rinascite.
Poiché il frumento prima di nascere in primavera resta sepolto sotto terra, rappresenta l’analogia del passaggio dell’anima dall’ombra alla luce.
È inoltre, il simbolo della fecondità.
Numerose sono le tradizioni in cui il grano viene utilizzato per propiziare la fecondità delle giovani coppie di sposi.
In India, dopo la prima notte di matrimonio, la madre del marito, insieme con tutti i parenti, pone sul capo della sposa una misura di grano.
In Corsica, invece, le donne di casa, allontanati uomini e bambini, fanno sedere la sposa su una misura di frumento.
Nella mitologia Greca, Demetra la dea dei cereali e delle messi, è rappresentata con la fronte cinta da una corona di spighe.
Demetra secondo la leggenda, lo aveva donato agli uomini dopo che la figlia Core era stata rapita da Ade e condotta negli inferi.
Demetra era l’iniziatrice dei misteri di Eleusi (questi misteri erano divisi in grandi e piccoli.
I piccoli misteri erano una preparazione ai grandi misteri e si celebravano presso Atene.
I misteri 'eleusini' conferivano una sorta di noviziato.
Dopo un certo lasso di tempo il novizio era iniziato ai grandi misteri, che erano tenuti di notte.In questi misteri le cerimonie erano collegate con l’evoluzione degli astri e il susseguirsi delle stagioni), illustrando l’alternarsi delle stagioni.
La spiga dorata che, nella sua longilinea armonia, si erge verso il cielo, più che una pianta, sembra un gioiello, una materializzazione della luce solare e, in questa ottica, diventa rappresentazione del divino che si manifesta in forma sensibile.
Nella mitologia Babilonese Tammuz, figlio di Ishtar, diventò lo spirito del frumento: era un giovane dio che ogni anno moriva per poi tornare in vita, così come il seme scendeva nella terra per rivivere, germoglio, a primavera.
Osiride, risorto nell’apoteosi dell’immortalità, divenne il patrono della resurrezione e conseguentemente della vegetazione, tant’è vero che statuette che lo riproducevano, composte da argilla, incenso e grano, venivano sepolte nel periodo della semina con un rituale elaborato per stimolare magicamente il raccolto.
Il grano ispirò, come ogni pianta nobile, mitologemi e simboli religiosi fin dall’antico Egitto dove la sua spiga diventò un attributo di Osiride.
Gli Egizi narravano che il figlio di Nut, dea del cielo, e di Geb, dio della terra, venne attirato in una trappola dal fratello Seth, personificazione delle forze caotiche e infere, e poi ucciso e smembrato.
Ma grazie all’intervento della sorella-moglie Iside e del figlio Horo egli poté resuscitare.
Il suo corpo smembrato in quattordici fu ritrovato e ricomposto da Iside, tranne un pezzetto che era stato divorato da un pesce.
La spiga dorata del grano ha evocato fin dall’antichità la fertilità della terra e in senso lato l’abbondanza che viene raffigurata come una donna prosperosa, che tiene nella mano destra una cornucopia e nella sinistra un fascio di spighe.
Presso gli Egizi, come si narra nella Genesi , il faraone, dopo il sogno delle sette vacche magre e grasse, vide in una seconda visione sette spighe piene e sette vuote.
Convocò gli indovini che sentenziarono sette anni di prosperità e sette di carestia.
Il ciclo vita-morte evocato da questo cereale traspare, con ugual significato, anche nell’immagine di Osiride, dio egiziano dei cereali e della morte.
Nella tradizione di alcuni paesi del continente europeo si crede che lo Spirito del Grano si incarni in diversi animali.
Tra questi troviamo: cavallo, cane, gatto, lepre, volpe, oca, quaglia, maiale, mucca, ecc.
Quando è giunto il tempo della mietitura, l’animale fugge davanti al mietitore.
Se questo dovesse ammalarsi, si ritiene che, per errore, abbia sullo spirito del grano punendolo.
Il mietitore che taglia le ultime spighe o l’ultimo covone prende il nome dell’animale e conserva il nome per tutto l’anno.
Il frumento, secondo gli Egizi sarebbe legato alla resurrezione e alla morte delle divinità.
Osiride, risorto nell’apoteosi dell’immortalità, divenne il patrono della resurrezione e conseguentemente della vegetazione, tant’è vero che statuette che lo riproducevano, composte da argilla, incenso e grano, venivano sepolte nel periodo della semina con un rituale elaborato per stimolare magicamente il raccolto.
Il grano ispirò, come ogni pianta nobile, mitologemi e simboli religiosi fin dall’antico Egitto dove la sua spiga diventò un attributo di Osiride.
Anche nella tradizione cristiana il frumento assume una forte valenza simbolica.
Nel passo famoso del vangelo di Giovanni (12, 24-25) il Cristo dice testualmente: “se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”. 
Il chicco di grano, dunque,  diventa il simbolo del Cristo che si sacrifica sulla croce per poi risorgere, ma anche il simbolo dell’uomo che deve rinunciare a se stesso se vuole risorgere alla vita divina. L'Eucaristia, il pane che diventa il corpo di Cristo durante la comunione, è talvolta rappresentato come grano, o abbinato artisticamente con l'uva, a simboleggiare il vino della comunione (cioè il sangue di Cristo).