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La forza e la virtù del sangue.


Nonostante, per personale decisione, non scriverò mai di rituali che devono essere eseguiti fondandosi sull'energia del sangue (anche perché li trovo inutili ed anacronistici) vi ripropongo, come lettura per il week-end, questo bellissimo articolo (datato 2013) scritto con chiarezza e precisione da un utente del forum  'antro della magia' di cui ne ho mantenuto quasi tutto il contenuto originale, a parte qualche aggiunta e correzione personale.
È innegabile che l'energia ed il grande 'potere' vitale del sangue sia stato uno dei fondamenti della cosiddetta 'Alta Magia' antica ed ancestrale e quindi mi è sembrato giusto offrirvi anche questa dissertazione. 
L'articolo è piuttosto lungo e richiede un po' d'attenzione per essere pienamente compreso, quindi prendetevi il giusto tempo se ritenete di leggerlo.
Buona lettura e buon primo week-end d' agosto a tutti voi che condividete con me la passione per gli argomenti 'dell'Altra parte dell'essere razionale'.
Fluisce dentro di noi, e dentro la maggior parte delle creature viventi su questo pianeta. 
Ma cos'è realmente il sangue? 
Il sangue è Fuoco Divino, il sangue è potere. 
Il sangue, elemento essenziale della vita, ha assunto nel tempo molteplici significati di tipo simbolico o in relazione al suo effettivo utilizzo: mezzo di purificazione e di comunione con la divinità nei riti di purificazione, simbolo del sacrificio nelle pratiche religiose, apportatore di forza nelle cerimonie magiche, è stato impiegato anche come unico rimedio possibile contro le malattie incurabili. 
Forse più di ogni altro organo o tessuto, il sangue, fin dall’antichità, è stato investito di valenze simboliche fondamentali per la vita dell’uomo.
Miti, riti e tradizioni di ogni civiltà hanno sempre fatto riferimento all’immagine del sangue. 
Umano o animale acquista i suoi significati religiosi, magici e psichici soprattutto nel momento in cui si manifesta esternamente: la ferita che sanguina, l’animale sacrificato agli dei, il sangue mestruale.
Qualunque sia la sua origine viene identificato con la vita stessa e con le energie sessuali. 
Il significato simbolico del sangue è però ambivalente: non rimanda solo a energie positive, creative e fecondanti, ma anche negative, pericolose e malefiche. 
Tra i diversi riferimenti possibili in tal senso si possono ricordare: il momento dell’eucaristia nella tradizione cristiana, il Santo Graal (la mitica coppa che accolse il sangue delle ferite di Cristo), i riti sacrificali a carattere religioso tipici di alcune antiche culture. 
Il sangue è simbolo di una realtà potente che spesso s'identifica con la vita stessa. 
Il concetto si forma da fatti normalmente sperimentabili: la perdita di sangue causa indebolimento e talora la morte, quindi il sangue è per l'uomo, che lo possiede nella sua integrità, segno efficace di energia e di potenza e quindi di vita. 
Il sangue entra come componente necessario nei sacrifici cruenti e sacrificio per eccellenza è considerato quello in cui si versa sangue umano; a questa specie appartengono anche alcune forme spurie, come il cannibalismo e la caccia alle teste, propri delle culture dei popoli coltivatori. 
Sono diversi i modi di dire che parlano del sangue come sede elettiva di vita ed energia. 
Per indicare passionalità si dice per esempio: “mi sento il fuoco nelle vene”; per affermare l’unicità di un legame familiare “sei sangue del mio sangue”; la fedeltà di un’amicizia si sancisce con un “patto di sangue”. 
E ancora contro il rancore si consiglia di “non farsi cattivo sangue”; per mantenere il controllo della situazione si usa dire “calma e sangue freddo”. 
Sangue dunque come energia, azione, calore, movimento, legame. 
È il rappresentante più diretto dei sentimenti d’amore e di amicizia, nonché il depositario degli stati d’animo di quel preciso momento. 
Linfa prima dell’esistenza, il sangue assume, in tutte le culture, una grande importanza e molteplici significati: dalla concezione di esso quale elemento apportatore di forza (il guerriero si tinge di rosso o beve il sangue del nemico per trasfondere in sé le energie del defunto) o di vitalità rigenerativa (Odino esige il sangue dei re per far fruttificare le messi); dall’accezione restrittiva (sfociante nei tabù del sangue mestruale o nell’astensione dalle carni non dissanguate) all’energia catartica che vede nel sangue l’elemento purificatore, il tramite carismatico per l’avvio a nuove dimensioni spirituali; dalla libagione del sangue come mezzo per penetrare in dimensioni diverse (le maghe tessale che bevevano sangue prima di evocare le ombre) alle leggende transilvane di un Dracula o di una contessa Bathory. (il sangue come unico mezzo contro il disfacimento corporeo). 
Divinità originaria della Frigia, Cibele fu ufficialmente riconosciuta in Roma nel 204 a. C. ma divenne molto venerata soprattutto in epoca imperiale. 
L’origine arcaica del suo culto, che affondava nei più primordiali istinti umani, e taluni suoi aspetti – come, ad esempio, quello concernente la morte e la resurrezione del suo amante / figlio Attis, fecero sì che, nel corso dei secoli, la Grande Madre venisse identificata sia con altre similari divinità pagane sia con elementi dello stesso cristianesimo  (Cibele = Maria, Attis = Gesù) e che il suo ricordo sopravvivesse comunque a livello popolare, sia nel persistere di antichi riti agrari, sia in certe forme di stregoneria (La Signora del Gioco che presiedeva ai raduni e all' eggregore di stregoni e streghe). 
La cerimonia, che affondava le sue radici nell’antichissima tradizione del culto della Dea Madre quale rito agrario e che, quindi, aveva originariamente rivestito gli aspetti primitivi della magia simpatica ovvero l’offerta del sangue, elemento vitale, alla Terra perché essa se ne nutra e rifiorisca.
In epoca imperiale aveva assunto un significato più complesso: il neofita non si limitava a ricevere, con la doccia cruenta, una maggiore forza ma il lavacro di sangue apportava una vera e propria rinascita, non soltanto fisica ma soprattutto spirituale. 
Non più sacrificio propiziatorio, quindi, ma vero e proprio mistero iniziatico, mezzo di purificazione e di trasformazione del credente. 
Delle tribù di nativi americani sono sicuri che la donna nel periodo mestruale possiede un grande potere poiché è direttamente connessa con l’energia primordiale della Grande Madre. 
La parola “mestruo”, deriva sia da “mese”, sia da “misura” e da “luna” (dal latino men e dal greco mens, menos), ma la sua radice “me” o “ma” richiama forse il “mana”, l’energia immanente che per i melanesiani permeava ogni cosa esistente sulla Terra. 
In alcuni popoli il sangue femminile era connesso al serpente e ai suoi simboli di ciclica rigenerazione. 
Il serpente, per via del suo cambio di pelle, rappresenta morti e rinascite che fanno parte della vita dell’individuo, i diversi momenti di passaggio. 
Il serpente essendo connesso alla luna ed alle acque, alla terra e alla fertilità, è inseparabile dalla donna e dal suo sacro flusso. 
In egual modo nei misteri di Mithra , l’iranico dio della luce, lo sgomento del toro ( l' elemento fondamentale di questo culto) simboleggiava la vittoria luminosa sulle oscure forze cosmiche rappresentate dall’animale, la cui morte per mano del dio avrebbe apportato all’umanità e alla natura nuovi benefici. 
Se dunque in queste, ed in altre, prassi religiose è fondamentale il concetto di sangue quale elemento purificatore e quale mezzo di comunione con la divinità (così com’è anche espresso nell’eucarestia cristiana)  non altrettanto, invece, accade nella sfera magica in cui il sangue, oltre a mantenere la primitiva configurazione di elemento apportatore di forza, è anche, nel suo impiego, quasi sempre connesso con la necessaria purezza dell’olocausto immolato. 
Se da un lato quindi, secondo l’accezione arcaica, ha forza e potere autonomi, dall’altro viene considerato e strumentalizzato solo limitatamente a particolari fini. 
Il sangue d’infanti usato per taluni filtri stregoneschi o mischiato ai cibi del Sabba non sembra avere, di per se stesso, particolari virtù, ma viene richiesto e impiegato per poter offrire al demonio, in atto di latria, una materia prima e pura, così come negli arcaici sacrifici umani era spesso fondamentale la verginità della vittima. 
Il più famoso rituale con il sangue è sicuramente quello con il "sangue mestruale" che risale a credenze arcaiche secondo le quali il sangue versato dalla donna durante quel periodo abbia una concentrazione di potere tale, che se usato in un certo modo e somministrato ad un uomo esso cadrà ai suoi piedi. 
Il sangue versato senza sacrificio perde molto del potere che ha, un rituale più valido utilizzando la magia del sangue è quello che viene tradotto in "Legamento con la magia del sangue" in cui il sangue ricopre una parte simbolica differente rispetto al sangue mestruale. 
In moltissimi rituali il sangue è al centro dell'attenzione, ma non è quello il suo vero potere, perché il sangue è simbolo di "potere autonomo nell'uomo".
Quindi usare il sangue di qualcun altro ha una valenza significativamente diversa. 
Santa Caterina da Siena scrive nelle lettere:
"Il sangue c'è fatto beveraggio a chi 'l vuole e la carne cibo : però che in neuno modo si può saziare l'appetito dell'uomo, né tollersi la fame e la sete se non nel sangue".
Ai confini fra sacro e profano, il sangue è considerato, nelle società premoderne, il nutrimento divino per eccellenza se si guarda la figura del vampiro che può saziarsi solo di sangue allora ci si fa un idea di quanto questa credenza sia radicata all'interno del folklore e delle tradizioni. 
Infatti in taluni rituali il sangue viene bevuto, anche nei rituali Cristiani il corpo di cristo viene bevuto ed esso entra in noi come simboli del sacrificio di Gesù. 
Stessa cosa nella stregoneria il sangue veniva usato per creare pozioni e intrugli dediti al controllo delle persone, perché il sangue essendo linfa ed essendo ciò che ci sostiene è anche ciò che ci controlla, perché ciò che succede ad esso si ripercuote successivamente sul nostro corpo. 
In Ottobre la luna porta i nomi di Luna Rossa e Luna di Sangue è un momento molto significativo, in cui anche la natura si accende di rosso nel fogliame dei boschi, nei tramonti struggenti. 
Viene chiamata così perché la luna in questa lunazione raggiunge la pienezza nella stagione della caccia e, anche se oggi non è più così, anticamente cacciare era necessario alla sopravvivenza delle tribù o delle famiglie. 
Il sangue degli animali che veniva versato sotto questa Luna era riverito e rispettato, come ennesimo dono della Natura e della Terra e come sede dell'anima o del nucleo vitale delle creature viventi. 
Nella Wicca tutt'ora la Luna rossa ricopre il ruolo di una delle 13 lune degli Esbat per i celti invece questo periodo rappresentava Mabon. 
Nel patto di sangue, antico rituale famoso ovunque si impiega proprio questo potente strumento per "suggellare" il patto. 
Esso ha lo scopo di far sì che i contraenti partecipino alla stessa natura. 
Mischiare il sangue vuol dire, simbolicamente, entrare in un rapporto di parentela, in un rapporto "di sangue", appunto, con l'altro. 
Il rito viene utilizzato proprio lì dove si richiede la lealtà di coloro che aderiscono all'accordo nel momento in cui il rispetto del patto non può essere garantito da norme giuridiche . 
Il patto di sangue ha anche un'altra valenza simbolica: come tutte le parentele, si estingue solo con la morte. 
Quindi dai contraenti si richiede fedeltà eterna, vita natural durante.
Il sangue bevuto nel vino cerimoniale invece suggella l'unione tra due o più persone, e le rende sorelle/fratelli di sangue a vita. 
È innegabile che molti rituali magici o giuramenti prevedono l'ingestione di sangue, basandosi sulla convinzione che il sangue contenga l'anima (o una delle anime, a secondo della tradizione di riferimento). 
Ad esempio, i cumani o bulgari del Volga giuravano sul sangue di un cane sgozzato e stringevano le alleanze bevendo qualche goccia del loro. 
Riti simili erano praticati da diverse popolazioni e in Turchia è rimasta l'espressione “Bere il sangue” (and içmek) come sinonimo di “giurare”. 
Tornando al concetto di sangue come veicolo dell'anima, Frazer giustifica in tal modo alcuni rituali che ne evitano lo spargimento a terra(ad esempio nelle isole Salomone). 
I patti diabolici sono spesso siglati col sangue sia perché coinvolgono la cessione dell'anima, ma anche perché è un giuramento tra le parti. 
Non deve passare inosservato che il sangue è il simbolo di tutti i valori connessi al fuoco, al calore, alla vita e al sole. 
Infatti, in diverse tradizioni il sangue sparso di una divinità si trasforma in fiamme. Secondo una tradizione caldea, il sangue divino mescolato alla terra dà vita agli esseri. 
Nella Nuova Zelanda, invece, ogni oggetto che viene raggiunto da una goccia di sangue di un grande capo, diventa sacro. 
Senza contare la vicenda del Santo Graal, la forte presenza del concetto di sangue in quasi tutte le religioni e così via.